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Il ritorno del corallo

Il Corallo Bianco a Leuca

il mare di santa maria di leuca Dopo 10/15000 anni ritorna, nel mare del Salento il corallo bianco.

Banchi di corallo bianco, specie scomparsa dalle acque del Mediterraneo al termine dell'ultima glaciazione, sono stati ritrovati al largo della costa di Santa Maria di Leuca a circa 650 metri di profondità, grazie all'utilizzo di un sottomarino telecomandato dalla nave oceanografica Universitatis ancorata in superficie. Il batiscafo ha permesso di raccogliere immagini e filmati dei banchi di corallo bianco presenti in quantità lungo le pareti ed i pendii dell'Apulian Plateau, proseguimento subacqueo della Penisola Salentina.

Una campagna di ricerca nazionale

La scoperta conclude la campagna di ricerca nello Ionio settentrionale che rientra nella seconda fase del progetto Aplabes. Il progetto, finanziato nei programmi Firb del Miur e coordinato dal CoNISMa (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare), vede la partecipazione di ricercatori appartenenti a quattro Università (Milano-Bicocca, Bari, Catania e Napoli-Parthenope) oltre all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ed all'Istituto di scienze Marine del CNR di Bologna.

Facile fare confusione

corallo biancoParlando di coralli, probabilmente, la cosa che ci viene per prima alla mente è la barriera corallina dei mari tropicali o, se passiamo un po' di tempo in gioielleria, del ben noto corallo rosso molto in voga per creare piacevoli ornamenti.

Nel caso del corallo bianco, invece, le cose stanno diversamente. Prima di tutto si tratta di piccoli celenterati che prediligono le acque fredde, non fangose e ricche di nutrimento. Condizione ideale per la loro crescita sono i grandi oceani o il freddo mare della Norvegia nei cui fiordi cresce in grande quantità anche ad appena 100 metri di profondità.

Di norma questi coralli vivono in grandi banchi tra i 300 ed i 3000 metri di profondità; le strutture da essi create a queste profondità dove neanche la luce riesce a passare, sono di dimensioni tali da non far rimpiangere le barriere coralline. Prediligono le pareti scoscese di canyon e montagne sommerse, lontani dai fondali melmosi.

Documento creato il 18/07/2005 (09:45)
Ultima modifica del 18/03/2011 (15:20)

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